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Colloque organisé par Elisa Andretta (CNRS, LARHRA), Mario Casari (Sapienza Università di Roma), Antonella Romano (EHESS, CAK), Maria Antonietta Visceglia (Sapienza Università di Roma)
Il progetto di riforma del calendario e i tentativi di imporlo coinvolgono numerosi attori (individui e istituzioni, laici ed ecclesiastici) e diversi ambiti del sapere (astronomia, matematica, teologia, politica, linguistica, economia, medicina, scienze naturali…), dotati di metodi, pratiche e strumenti specifici. L’applicazione della riforma su vasta scala dipende dalla storia dei rapporti tra Roma e i diversi spazi di un globo i cui contorni stanno progressivamente delineandosi. Essa comporta un complesso confronto con altri quadri epistemologici, come quelli dei mondi islamici o delle aree spiritualmente organizzate intorno al buddismo o al confucianesimo, oppure con una grande varietà di politeismi e sistemi di credenze che compaiono sulla superficie di un mappamondo europeo in fase di progressivo completamento.
In questo senso, la “macchina” del calendario gregoriano può essere considerata – ed è questa una delle principali ipotesi del convegno – come uno strumento per espandere o ridefinire i confini di una cattolicità che la frattura con il mondo protestante ha notevolmente ridotto. Si tratta dunque di un processo di ampliamento delle frontiere del mondo cattolico, segnato anche da problemi di comunicazione e trasmissione, resistenze, negoziazioni e rifiuti.
Considerata la molteplicità di attori, saperi, spazi e strategie coinvolti, riteniamo quindi necessario riaprire il “dossier” della Riforma del Calendario: un tema tutt’altro che inedito, ma il cui studio si è concentrato finora soprattutto su alcuni ambiti disciplinari e su specifiche aree geografiche